Il Pollino brucia
Copyright Foto: Pierfrancesco Ferrari

Il Pollino brucia: cosa resta di un ecosistema unico e cosa significa per il turismo del territorio

Da diversi giorni vasti incendi stanno interessando il versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino, con fronti attivi tra Castrovillari, Frascineto, Morano Calabro, Saracena e anche a Cassano all’Ionio. Le fiamme, alimentate dal vento e dalle alte temperature, hanno già distrutto centinaia di ettari tra bosco e macchia mediterranea, risalendo nelle ultime ore verso i versanti più impervi della catena montuosa. Non si registrano feriti, ma il bilancio ambientale è ancora in corso di valutazione, mentre le autorità hanno aperto accertamenti sulla natura dolosa dei roghi.

Al di là della cronaca c’è una domanda che vale la pena porsi con calma: cosa significa un incendio di questa portata per un ecosistema come quello del Pollino, e quali conseguenze può avere sul turismo di un intero territorio?

Un Parco che non è “un bosco qualsiasi”

Il Parco Nazionale del Pollino è la più grande area protetta d’Italia: si estende su circa 196.000 ettari complessivi, di cui oltre 97.000 in territorio calabrese, coinvolgendo 56 comuni (32 nella sola provincia di Cosenza). Non è un dato da poco: significa che quello che accade sul Pollino non è mai un fatto isolato, ma riguarda decine di comunità che vivono, letteralmente, dentro o ai margini del parco.

A rendere il Pollino unico non è solo l’estensione, ma cosa custodisce: faggete secolari, boschi di conifere, una macchia mediterranea che negli ultimi decenni ha visto importanti interventi di rimboschimento, e un simbolo botanico che ha pochi eguali in Europa — il pino loricato, conifera rarissima che cresce solo in poche aree del Mediterraneo, capace di vivere per secoli aggrappata alle pareti rocciose più impervie. Sono proprio le zone di alta quota, quelle dove il Pino loricato prospera, a essere le più difficili da raggiungere per i soccorritori in caso di incendio — un paradosso che rende ogni rogo su queste montagne particolarmente pericoloso per il patrimonio botanico che le rende celebri.

L’impatto ecologico: molto più della vegetazione bruciata

Quando si parla di danni da incendio, il pensiero corre subito agli alberi. Ma l’impatto reale è più esteso e più lento da misurare:

  • Fauna selvatica: gli incendi costringono mammiferi, rettili e uccelli nidificanti alla fuga o, nei casi peggiori, non lasciano scampo. Gli insetti impollinatori e la microfauna del sottobosco sono tra i più colpiti, perché meno in grado di allontanarsi rapidamente dal fronte del fuoco.
  • Suolo e rigenerazione: la combustione della lettiera e della sostanza organica superficiale impoverisce il suolo, aumentando il rischio di erosione nelle stagioni successive, specialmente nelle aree montane più ripide come quelle del Pollino.
  • Tempi di recupero: mentre la macchia mediterranea può rigenerarsi in tempi relativamente brevi (alcuni anni), un bosco di conifere o una faggeta matura richiede decenni, a volte secoli, per tornare alla condizione precedente. Per specie a crescita lenta come il pino loricato, un incendio non è un incidente di percorso: è una perdita che si misura in generazioni umane, non in stagioni.

E il turismo? Un impatto in due tempi

Per un territorio come la Sibaritide e l’area del Pollino, dove il turismo naturalistico, escursionistico e enogastronomico è una leva economica sempre più centrale, l’impatto di un incendio di queste dimensioni si gioca su due piani temporali diversi.

Nel breve periodo, il danno è soprattutto di percezione e di immagine: le notizie di fumo, autostrade chiuse (come accaduto nei giorni scorsi sul tratto A2 Autostrada del Mediterraneo –svincolo di Morano Calabro) e paesaggi anneriti non sono un buon biglietto da visita, proprio nel pieno della stagione estiva, il momento in cui il territorio riceve più visitatori.

Nel lungo periodo, la questione è più delicata: alcuni dei paesaggi che rendono il Pollino una meta riconoscibile — le faggete, i punti panoramici storici, alcuni sentieri iconici — impiegheranno anni per tornare a essere quello che erano. Questo non significa che il territorio smetta di essere attrattivo: significa che la narrazione del territorio dovrà, in parte, raccontare anche la sua fase di rigenerazione, trasformando la ricostruzione stessa in parte dell’esperienza che si offre a chi visita.

Cosa può fare la differenza: prevenzione e turismo responsabile

Le autorità locali hanno più volte sottolineato, in questi giorni, come la natura di questi incendi sembri tutt’altro che casuale, e come la prevenzione resti il vero nodo da affrontare per evitare che episodi simili si ripetano stagione dopo stagione. Ma c’è anche un ruolo, spesso sottovalutato, che riguarda chi il territorio lo vive da visitatore:

  • Turismo consapevole: rispettare i divieti di accensione fuochi, segnalare tempestivamente situazioni sospette, muoversi solo sui sentieri autorizzati riduce il rischio di inneschi accidentali e facilita l’intervento dei soccorsi in caso di emergenza.
  • Sostenere l’economia locale anche nei momenti difficili: le attività ricettive, agricole ed enogastronomiche del territorio non si fermano perché una parte del parco è colpita da un incendio — continuare a sceglierle è un modo concreto per non lasciare sola una comunità già messa alla prova.
  • Raccontare, non nascondere: un territorio che comunica con trasparenza anche i momenti difficili, invece di limitarsi a mostrare solo il lato patinato, costruisce una relazione di fiducia più solida con chi lo visita.

La posizione di Visit Sibaritide

Il nostro lavoro è raccontare la bellezza di questo territorio — i suoi talenti , i suoi prodotti, la sua storia millenaria. Ma raccontare un territorio significa anche guardarlo negli occhi quando attraversa un momento difficile. Il Pollino è parte integrante dell’identità della Sibaritide, non un semplice sfondo scenografico: quello che accade sulle sue montagne riguarda direttamente anche chi vive, lavora e accoglie visitatori nella pianura sottostante.

Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i comuni coinvolti.

La situazione degli incendi sul Pollino è in evoluzione: per informazioni ufficiali si consiglia di fare riferimento ai canali della Protezione Civile Calabria e dell’Ente Parco Nazionale del Pollino.

La Sibaritide ti aspetta per vivere emozioni uniche nel cuore della Calabria.

Associazione di Promozione Sociale 

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