Il paese dipinto dell'Alto Ionio
Nel cuore dell’Alto Ionio cosentino, a 650 metri sul livello del mare, sorge un borgo unico nel suo genere: Montegiordano, conosciuto anche come “Il Paese Dipinto”. Questo piccolo gioiello della Calabria ha trasformato le sue antiche mura e i suoi vicoli storici in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto, dove ogni angolo racconta una storia attraverso i colori vibranti dei murales. Il merito di questa metamorfosi artistica va all’artista Franco Lateana, che ha dedicato anni della sua vita a trasformare Montegiordano in un museo diffuso.
Montegiordano è caratterizzato da un centro storico “tempestato di murales” realizzati dall’artista Franco Lateana, che ha saputo coniugare arte, storia e memoria collettiva in un progetto culturale di straordinaria portata.
L’artista Franco Lateana ha donato alla sua Montegiordano opere d’arte di rara bellezza, trasformando ogni passeggiata tra i vicoli del borgo in un’esperienza emotiva e culturale indimenticabile. I suoi lavori non sono semplici decorazioni murali, ma vere e proprie narrazioni visive che parlano direttamente al cuore dei visitatori.
I murales di Montegiordano non sono casuali nella loro scelta tematica. I murales raccontano storie di emigranti, soldati al fronte e versi dei più grandi poeti d’amore, creando un percorso emozionale da vivere passeggiando tra le vie.
Questa scelta artistica riflette profondamente la storia del borgo e dell’intera regione calabrese, segnata da secoli di emigrazione e da storie di persone che hanno dovuto lasciare la propria terra natia in cerca di fortuna altrove.
Le opere dedicate ai migranti assumono un significato particolare in un territorio che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza dell’emigrazione. Attraverso frasi toccanti e immagini evocative, i murales danno voce a chi è stato costretto a partire, mantenendo viva la memoria di una ferita ancora aperta nel tessuto sociale del Mezzogiorno.
Montegiordano non è solo il risultato dell’intervento artistico contemporaneo, ma affonda le sue radici in una storia millenaria. Le origini del borgo risalgono all’età ellenistica, come dimostrano i ritrovamenti archeologici in località Menzinara, mentre alcuni studi suggeriscono che il territorio fosse abitato già dal VI secolo a.C.
Il nucleo abitativo attuale risale al periodo tra il 1645 e il 1649, quando gli abitanti, dopo essere stati costretti a fuggire a causa delle invasioni turche, tornarono per ricostruire la loro città grazie alla concessione del feudatario Alessandro Pignone del Carretto. Questa storia di partenze forzate e ritorni sofferto trova oggi espressione nei murales che decorano il borgo, creando un ponte ideale tra passato e presente.
Il borgo è conosciuto come “il Paese Dipinto”, una definizione che rende perfettamente l’idea di cosa aspetti il visitatore che decide di percorrere le strade di Montegiordano. I murales rendono la passeggiata gradevolissima… leggendo si ricordano tante verità, e ci si diverte a fare foto molto carine.
L’esperienza di visitare Montegiordano va ben oltre il semplice turismo culturale. Ogni murale invita alla riflessione, ogni vicolo racconta una storia, ogni colore evoca un’emozione. I visitatori si trovano spesso a trascorrere molto più tempo del previsto nel borgo, rapiti dalla bellezza e dalla profondità dei messaggi artistici.
Il progetto dei murales di Montegiordano rappresenta un esempio virtuoso di come l’arte possa diventare volano di sviluppo per i piccoli centri. Il borgo, che rischiava di essere dimenticato come tanti altri nell’entroterra calabrese, ha trovato nella sua trasformazione in “paese dipinto” una nuova identità e una rinnovata vitalità economica e sociale.
I visitatori che giungono a Montegiordano attratti dai murales contribuiscono all’economia locale, frequentano i ristoranti, acquistano prodotti tipici, soggiornano nelle strutture ricettive della zona. L’arte diventa così non solo espressione culturale, ma anche strumento di crescita economica sostenibile.
I murales di Montegiordano rappresentano molto più di una semplice decorazione urbana: sono la dimostrazione di come l’arte possa rigenerare un territorio, restituire identità a una comunità, creare opportunità di sviluppo sostenibile. Il lavoro di Franco Lateana ha trasformato un borgo dell’entroterra calabrese in una destinazione turistica di rilevanza nazionale, dimostrando che la cultura può essere il motore di una rinascita economica e sociale.
Montegiordano è Città del Vino, unendo così alla vocazione artistica anche quella enogastronomica, in un connubio perfetto che rende questo borgo un esempio di come tradizione e innovazione possano convivere armoniosamente.
Il “Paese Dipinto” di Montegiordano continua a evolvere e a sorprendere, confermandosi come una delle esperienze culturali più autentiche e toccanti che la Calabria possa offrire ai suoi visitatori. Un viaggio tra i suoi murales è un viaggio nell’anima di un territorio che ha saputo trasformare le proprie ferite in arte, le proprie storie in bellezza, la propria memoria in futuro.


